Berlusconi annuncia le dimissioni-Le dimissioni di Berlusconi sui giornali internazionali-Dimissioni, aspettando il colpo di coda del caimano-Consultazioni al Quirinali. Forse incarico già nella serata-L’UE benedice Monti. Segnale incoraggiante-Nuove tensioni a Piazza Affari-La lega ribadisce :Niente fiducia al nuovo governo-Monti, il nuovo governo-Ecco la squadra di Monti-Il governo Monti al lavoro. Napolitano soddisfatto-Governo Monti già al lavoro: Ora di corsa.
Potrei andare avanti ancora per pagine e pagine senza alcuna difficoltà a citare i titoli dei maggiori quotidiani usciti in questi ultimi giorni; ovviamente tutti interessati e attenti agli sviluppi sul campo di battaglia della politica italiana, ora in mano a solerti crocerossine. Tuttavia mi annoierei a morte nel fare ciò e sfiancherei anche i miei cinque lettori. Ebbene riprendiamo con un po’ di tono.
La scorsa settimana si è conclusa con brindisi, cori, canzoni popolari, tricolori sventolanti e solo qualche monetina alla Craxi; la domenica giornata a palazzo, e verso lunedì sera si è giunti ad un’apparente soluzione. Oggi, mercoledì 16 novembre, il nuovo governo guidato dal Prof. ha pronunciato il giuramento al Quirinale, dopo lo scioglimento della riserva del neo-primo ministro. Dunque in seguito a interminabili giornate si è giunti a una prima meta, anche se ogni particolare s’ha da vedere da domani in poi.
I giornalisti e i politici hanno parlato di “fine della Seconda Repubblica”, dopo il cosiddetto “Ventennio breve” di Berlusconi; ed è proprio su questo che vorrei spendere alcune frasi, non su pronostici ed illuminati vaticini sull’economia o il nuovo governo.
Berlusconi si è dimesso, accompagnato da due ali di folla festanti e da pochi orfani sconsolati presenti a Roma. Berlusconi si è dimesso! Questa la frase che ci ha rincorsi per ore e ore sabato sera e per tutta domenica. In contemporanea hanno avuto inizio i più svariati comizi di opinionisti e giornalisti, di cui alcuni intelligenti ed interessanti – mi vengono in mente Travaglio, Mentana, Lucia Annunziata e De Bortoli – e altri, detto con il cuore in mano, profondi come pozzanghere e dilanianti come una mietitrebbia – e non posso che ricordare il grande Ferrara e Minzolini e le altre vestali della corte berlusconiana. Con ciò non voglio dare assolutamente un giudizio sulle posizioni e le esternazioni dei suddetti… Cosa ha rappresentato questo radicale cambiamento nella scena italiana? Che prospettive, parlando in termini strettamente politici, ci si parano dinnanzi? Come reagiranno gli italiani una volta sfumati l’entusiasmo e la disperazione?
Una volta intonato un inno al cielo mi sono messo a riflettere un minimo: è vero che Berlusconi ha fatto un passo indietro – mi spiace per il piede di Benigni – ma sarebbe sbagliato dimenticare il giudizio di Montanelli, che si è sempre rivelato estremamente lucido nel dare giudizi sul Cav, secondo cui “Berlusconi è il più grande piazzista del mondo”. Perciò, senza essere pessimista, non riesco a figurarmi un definitivo ritiro dell’ex-premier, non credo che si sia ritirato “per il bene del paese”; bensì credo che il salvataggio delle aziende, costruite col duro lavoro, e lo scongiuro di un ennesimo smacco nazionale ed internazionale abbiano guidato il nobile animo del chansonnier politico (curiosità per tutti gli appassionati: è uscito il nuovo CD del duo Berlusconi-Apicella… Tutti alla FNAC!). Però nessuno ci priverà dello strazio di sentir ripetere continuamente “l’ho fatto per il bene dell’Italia”, perché in fin dei conti ritiene vere le proprie elusive parole; resta tuttavia innegabile il fatto che per ora sarà un semplice deputato e che i cambiamenti ci saranno, è chiaro a tutti. Mi viene naturale la domanda, forse provocatoria, “Sarà stata sufficiente l’iniezione di virus berlusconis?”. Spero vivamente che sia stata utile per creare un potente vaccino che ci difenda da una futura scesa in campo del nostro adorabile parassita, ma sono poco convinto che sia bastata agli italiani per comprendere un punto, a mio parere, essenziale per la politica italiana, che una nazione non ha bisogno di un pastore, di un messia, per essere guidata, ma che ha bisogno di politici abili e soprattutto dotati di buone e valide competenze tecniche. Spero che qualcuno capisca che cercare “un’alternativa forte”, un uomo carismatico, un deus ex machina, è una follia in un paese democratico, perché il carisma e la retorica ti aiutano ad essere eletto ma non a governare rettamente, perché una balia fino ai sessant’anni non permetterà la crescita, perché all’autonomia personale non si arriva delegando i propri diritti e i propri doveri a un altro, perché l’uomo col bastone e la carota è adatto ad un branco di bestie… Perché Mussolini nella crisi del primo dopoguerra rappresentava l’alternativa forte e i dittatori hanno sempre interpretato il personaggio del salvatore della patria. Sta di fatto, comunque, che gli uomini forti non salgono al potere per intervento divino o per altri artifici magici, bensì arrivano a palazzo innalzati sulle spalle del popolo, dell’ όχλος, dalla massa, che ha sempre rappresentato la base essenziale di ogni autorità che si impone. Con ciò non intendo affermare che il nostro paese è stato fino a pochi giorni fa una dittatura, voglio solo portare alla luce il fatto che gli italiani hanno permesso negli scorsi anni la nascita di uno strapotere nelle mani di un imprenditore sommerso dai propri interessi, senza tenere in conto i rischi e le conseguenze – che ci sono state idubbiamente! – di una tale scelta, essendosi abbandonati, in un momento di crisi sociale e politica come quella degli anni ’90, nelle mani di Berlusconi e di una politica che Politica non è stata, non è e, mi auguro, non sarà mai.
Non sono in grado di intravedere il paesaggio nascosto dalle nebbie del Tempo e perciò non azzardo pronostici o proiezioni a un’ora così tarda. Idealmente alzo un calice, ma non so per cosa sia; se per dare l’addio ad un feretro sulla via dell’oblio, o per salutare una vicina rinascita, o per consolare un animo affranto dall’eterno ritorno.
A presto, miei sparuti lettori, ci rincontreremo al solito ballo in maschera o, speriamo di no, in mezzo ad una folla in delirio sotto un balcone.
Cara Voce Flagitiosa,
RispondiEliminapurtroppo, per quanto reputo questo passo, un passo simbolico di grande valore, temo che il segreto della nostra "mala politica" non risieda solo in lui, ma, in generale nella politica Italiana. Temo già per le prossime elezioni, dato che non saprò chi votare, e temo in generale per un paese i cui politici so che non si sveglieranno un giorno scoprendo quali sono i principi giusti su cui basare ciò che fanno...
Presupposti semplici come il fatto che l'opposizione sta lì per tutelare anch'essa il buon funzionamento del governo e non solo per mettere in ridicolo la maggioranza così da prendersi una stupida vendetta... come il fatto che un capo, un leader carismatico filodittatoriale, non è la scelta giusta e i migliaia di anni da Cesare a Mussolini non sono più da considerarsi attuali.
Io che credo nel cambiamento sociale di questa nazione, mi trovo purtroppo ad essere molto scettica riguardo alla politica. Speriamo che il futuro mi stupisca!
Infatti, Désir, condivido ciò che hai detto, ma credo sia vero che la scena politica degli ultimi anni ha avuto una sola ed una prima donna. La colpa di ciò è ovvio che va anche ad un'opposizione in coma profondo dalla fine di Tangentopoli e che, anche quando ha avuto la possibilità, non ha messo le mani avanti per evitare i problemi più macroscopici ed evidenti del sistema politico. Vedremo a breve e constateremo anche se si può tornare ad avere uno stato e un governo non claudicanti e sempre sull'orlo del precipizio.
RispondiEliminaPensiamo positivo, và! Che fa bene alla salute dei nostri neuroni!
RispondiEliminaFlagitosa Vox, leggerti è sempre un piacere.
RispondiEliminaSe mi permetti, mi piacerebbe aggiungere un video al tuo post, che secondo me fa capire molto bene lo stato d'animo di tanti italiani che sono scesi in piazza a festeggiare pur coscienti che le cose non potranno andare bene fin da subito.
http://www.youtube.com/watch?v=esr9ueLLGrE questo è il link, in ogni caso.
Per come la vedo io, l'Italia rimane un'anomalia, anche senza Silvio Berlusconi.
Siamo probabilmente arrivati al picco della non-democrazia, dal momento che da un giorno all'altro i mercati sono riusciti a fare quello che le inchieste per mafia, la corruzione, le puttane, gli spacciatori e soprattutto gli Italiani non sono mai riusciti a fare.
Ora siamo governati da persone che nessuno ha eletto, e lo dobbiamo al Presidente della Repubblica che ha finalmente capito l'emergenza in cui l'Italia si trova e ha fatto ciò che la sua carica gli consente di fare. Ma a che prezzo? Per quanto tempo può essere sospesa la democrazia?
Con questo non voglio certo dar sostegno a Scilipoti che straparla di morte della democrazia italiana. Certo, la democrazia è molto malata in questo paese, ma non certo per colpa del neoPresidente Monti. Non solo, per lo meno.
Quando dico che continuiamo ad essere un'anomalia anche senza B. è perché questa totale mancanza di democrazia in cui ci troviamo, per assurdo ci è sembrata una liberazione dopo anni di democrazia maltrattata.
Siamo un'anomalia perché la grande maggioranza di questo paese appoggia il nuovo governo di non-eletti, e la ragione è molto semplice: qualsiasi cosa è meglio. Anche se si rivelassero tutti medriocri ci andrebbe bene, perché per troppi anni ci siamo abituati alle urla, al cerone, alle barzellette, alle volgarità, ai tacchi a spillo, al machismo, al seccessionismo e la xenofobia legittimata. La normalità è straordinaria in questo paese, nel significato letterale del termine.
Anche in Grecia il primo ministro Papandreou è stato, diciamo così, "destituito" dai mercati e sostituito da un tecnico amico delle banche, ma i greci non l'hanno accettato, e non credo che qualunque altro popolo lo accetterebbe, in Europa.
Noi rimaniamo l'anomalia perché questo ennesimo strappo alla democrazia ci riporta incredibilmente ad un po' di normalità.
Prima all'estero si chiedevano cosa spingesse gli italiani a votare e rivotare Berlusconi e non riuscivano a comprendere. Ora invece capiscono perfettamente come mai gli italiani abbiano accettato di farsi guidare da un uomo che fino a qualche settimana fa era sconosciuto ai più. L'anomalia italiana questa volta viene compresa da tutti.
Non sono riuscito ad alzare il calice, quel sabato, perché credo che Berlusconi vada battuto alle elezioni, e a questo punto spero quasi che si ricandidi, perché almeno l'Italia potrà sfancularlo ufficialmente una volta per tutte, e lui sarà ricordato per l'uomo che è, escludendo OGNI POSSIBILE riabilitazione futura.