Lo Sprolografo langue
di Natalizi sospiri...
Intellefanti presto riuniti,
più nell'aria
che nell'etere,
le nostre parole,
finalmente volti.
:)
sabato 17 dicembre 2011
domenica 4 dicembre 2011
Insegnare la cultura, insegnare la passione...
Una frase, un piccolo semplice dato di fatto, esposto con la semplicità della chiarezza, magari una conclusione che ci fa scoprire la logica di un discorso che comprendiamo, ma che non intuivamo, prima. Basta così poco per stimolare l'interesse.
Ed ecco che da un primo bagliore nasce la voglia di ascoltare, di sapere, di informarsi, di respirare l'aria di questo nuovo pensiero così affine.
Pare l'inizio d'una storia d'amore ed è poi, invece, solo la nascita di un interesse che, se coltivato, può diventare passione.
Può essere il primo grande incontro con un luogo della cultura che già abbiamo dentro, e che attende paziente da anni, di poter finalmente venir fuori. Ma coltivare significa curare, sostenere, drizzare e indirizzare il seme che diventa pianta, finchè, grande a sufficienza, non si sosterrà da solo.
La storia che qui, oggi, vi racconto, non è altro che la storia di chi cresce orti d'interesse e coglie frutti di passione, grazie alla sua vera capacità d'insegnare. La storia di chi, con un'osservazione su Platone pianta, forse inconsapevolmente, un seme e agendo quotidianamente al di fuori della lezione, lo concima.
Insegnare: un mestiere che non fanno tutti coloro che ne sono capaci e che molti, non capaci, fanno...
Ebbene, quale difficile compito dev'essere, insegnare, se non si nasce con la naturale capacità di saper trasmettere la propria passione.
Il mio augurio, cari Intellefanti e cari lettori, è che ognuno di voi abbia memoria, nella sua vita, d'un grande insegnate, d'una figura maestra, d'uno che con una frase abbia risvegliato un palpito, ma che non si sia fermato solo a quello; d'uno che intuito il guizzo del vostro intelletto, abbia riconosciuto il proprio primo slancio e vi abbia preso per mano, condotto sulla strada di quanto non sapevate e indicato da cosa quella strada è sorretta.
Oggi scrivo qui per ringraziare un uomo che ha fatto questo, sospetto, per un lungo susseguirsi di giovani menti, a cui ha regalato la possibilità di appassionarsi, di innamorarsi o, più semplicemente, di ragionare (cosa non da poco).
Questo Professore, lo ricordo con il sorriso e con gratitudine, per come ci ha insegnato che filosofia significa "amore per la saggezza", per come ci ha coinvolto spiegandoci il mito di Er, o raccontandoci di come Spinoza pensava lavorando al tornio le sue lenti, o ancora, di come Pascal ideò nei particolari la sua Pascalina e di come sia da stupidi pensare buio il medioevo...
Questo Professore lo ricordo con il sorriso e con gratitudine perchè ha chiesto il nostro parere e ci ha ascoltati sempre, insegnandoci ad aver rispetto dell'opinione altrui e, quando contraria, di come usarla a sostegno delle nostre idee e non per umiliare il nostro interlocutore.
Questo Professore lo ricordo con il sorriso e con gratitudine perchè ci ha insegnato la filosofia chiacchierando, in modo che imparassimo a nostra volta come poter "filosofare"...
Questo Professore lo ricordo con il sorriso e con gratitudine perchè ad ogni singola lezione, nel suo brandire la monografia del giorno (accuratamente selezionata tra i suoi libri preferiti) nel suo spiegare in un climax di ragionamento un concetto o nel suo scandagliare le condizioni di base che portarono ad una determinata guerra o rivoluzione, non mancava mai di alzare il dito indice e di dire quasi estasiato "Capito?", come a volerci far notare lo sconfinato mare di meravigliosa e naturale saggezza di cui l'uomo è stato capace e che noi, eravamo, ora in grado di guardare.
Grazie Professor Lodi, tutto di lei, dalle indimenticabili lezioni su Giordano Bruno, sul Savonarola, sulle eresie o su Cartesio, alle ore di discussione libera in cui faceva da pacere ai nostri focosi diverbi politici, etici, o semplicemente di pensiero, fino alla sua gentilezza nel solo gesto di tenere la porta ad una signora che usciva dal panettiere, mi ha insegnato un mondo, quello dalla cultura, che prescinde dalle conoscenze, ma è insito in come si ragiona e si vive ciò che si ha intorno.
Ed ora che, spesso, parlo tra gli Intellefanti, di quanto m'appassiona il pensiero umano, so di farlo con lo stesso sorriso con cui, compiaciuta, leggevo il mio Abbagnano per prepararmi alle sue interrogazioni, e so che ogni piccolo pulsare di questa mia passione, sarà sempre un silenzioso ricordo che le dedico perchè, dovunque sia, sappia che con me, come con moltissimi altri, lei è stato un bravissimo coltivatore.
Arrivederci Professore... Città di Dio, Iperuranio, reincarnazione o immobilità della materia, che sia comunque ciò che ci portiamo appresso noi, suoi allievi, il giusto rivivere della stupenda persona che è stato...
Con grande affetto, "La Carioti"...
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