lunedì 9 gennaio 2012

Quando pensi di aver toccato il fondo..

..Ricordati che si può ancora scavare.

Mi scuso umilmente con tutti gli intellefanti per il mio silenzio dell'ultimo periodo, ma vedo che è un andazzo abbastanza generale.

Come molti di voi sanno, e come altri di voi sicuramente avranno evinto, non è un gran bel periodo per quanto mi riguarda, ma anche in questo caso mi verrebbe da dire: l'andazzo sembra abbastanza generale.

Ho perso la strada, se mai io l'abbia mai realmente intrapresa, e non riesco ad orientarmi.
Le vacanze appena trascorse sono state alquanto destabilizzanti e, diciamo così, intense. Purtroppo non ho trovato le risposte che cercavo, ma forse perché quelle risposte non vanno cercate a casa.
Questo, comunque, non vuol dire che non siano servite.
Ho sempre saputo di essere una persona non dico debole, ma quanto meno fragile. Essere fragili vuol dire anche commettere errori, e io ne ho commessi tanti ultimamente.

E' brutto veder svanire in una settimana i buoni propositi che, mio malgrado, mi ero prefissato nel 2012.
Una settimana e puff, tutto uguale a prima. No, anzi, peggio. Molto peggio.

Pensavo di aver finito di scavare, speravo che ora sarebbe stato il momento di risalire. Aspettavo lo slancio, ma quello è da una vita che lo aspetto e temo che non arriverà mai. E quindi scavo, scavo, quasi a farlo apposta. Voglio scavare fino in fondo in modo da poterlo toccare, questo cazzo di fondo. Ci voglio sguazzare dentro, farmi del male, forgiarmi.
E poi risalire. Lentamente risalire verso tutto ciò che di buono ho intorno, e ritornare a dare agli altri tutto ciò che di buono ho da offrire.

E' così bello a dirsi. E' quasi rassicurante: Si scende, ma tanto poi si risale, non preoccuparti.
Cazzata.

E' orribile. Nessuno ti racconta com'è, la discesa verso il fondo. Non ti rende più forte, al contrario: ti mette totalmente a nudo. Ci sei tu, e ci sei tu. Parli solo con te stesso, molte volte in lingue diverse, e pertanto non riesci a capire niente.
E cosa più spaventosa: non sai se riuscirai a risalire.
Non puoi averne la certezza. Non puoi perché il fondo è buio, e più scavi e più il buio si fa più nero e fitto. Non vedi più niente, se non te stesso e tutte le tue stramaledette insicurezze che ti porti dietro da quando hai 11 anni.

Non vali niente.
Non sei nessuno.
Non troverai mai la strada giusta da percorrere.
Non hai futuro.
Non meriti di stare qui, ma non hai nemmeno le palle di tirarti indietro. Non lo fai perché ti fa quasi comodo che altri prendano le decisioni per te. Tu cos'hai da offrire? Niente. Non vali niente.


E quindi scendo e scavo, scavo e scendo, anche se vorrei tanto cominciare a risalire. Mi scuso con chi mi sono comportato da stronzo, rispondendo male alla sola (e fatidica) domanda "come stai?", perché niente di tutto ciò ha a che fare con loro.



Parlando invece di cose belle...

Grazie a Désir, che mi ha dato l'opportunità di potermi mettere alla prova, cantando per la prima volta con un microfono in mano (qui il video!).
Grazie a Xil, con il quale sono stato trascinato per puro caso e contro ogni previsione ad un corso di meditazione poco prima della follia capodannesca.
Grazie a George, che considero sempre di più un fratello.
E naturalmente, grazie a te, che dopo un anno passato insieme, riesci ad amarmi ancora e più di prima, nonostante tutto. La mia roccia.

Il 2011 è stato una bomba.
Il 2012 si vedrà.