"L'omofobia è una malattia",
così mi hanno detto di scrivere per protesta a ciò che ha detto, ma io voglio invece dirle che l'omofobia è stupidità, è voler chiudere gli occhi di fronte ad un cambiamento che può essere, certamente, spiazzante perchè nuovo, se si è stati cresciuti con una certa mentalità. ma che a guardarlo si dimostrerebbe subito innocuo e inoffensivo.
L'omosessualità è qualcosa che è della persona, che riguarda la persona e che la lega ad un'altra persona... un bacio che non riguarda nessuno, se non chi bacia e chi è baciato.
L'omosessualità è qualcosa che nasce con la persona e, se fosse davvero un male, rispetto ai veri mali cui assisto quotidianamente, potrebbe far dire che il mondo è migliore...
In ciò che ha detto non ha citato il sesso, non ha citato l'esibizionismo o le abitudini dell'omosessualità: lei ha parlato di un bacio.
n bacio è una cosa di tutti. Il bacio è un segno universale dell'amore visto nel modo più romantico e ingenuo: non sono nè una romantica, nè un'ingenua, ma so che ogni innamorato si scambia un bacio e so che non mi ha mai offeso vedere baciarsi un uomo e una donna, come nemmeno un uomo e un uomo, o una donna e una donna...
Non sono omosessuale e non scrivo tutto questo per difendere la mia causa, ma scrivo animata dalla semplicità di sapere che non trovo nulla di male in qualcosa che dà gioia ad alcune persone e non reca danno a nessuno e scrivo forte del fatto che, per secoli, il pregiudizio ha ucciso lealtà, ideali e vite umane, fino a fin troppo tragici epiloghi.
Siamo ancora al punto di voler far soccombere la nostra intelligenza sotto il giogo di convinzioni che non sono esperienze, ma un semplice partito preso?
Inoltre la invito a ricordare che è compito di ogni politico difendere gli interessi di tutti i cittadini, ma mi rendo conto che questa mia è ancora una visione ingenua e idealista, quasi visionaria per l'esempio che ci mostrate ogni giorno...
Si ricordi almeno, dunque, che un politico, come chiunque parli di fronte alle telecamere, dovrebbe avere più cara la propria faccia di fronte agli occhi dell'opinione pubblica.
Cordialmente,
una giovane sfiduciata
lunedì 13 febbraio 2012
giovedì 2 febbraio 2012
cose a caso
Desi non abbatterti.
Però è vero che qui è un po' un mortorio.
Fa un freddo cane.
Oggi al corso di teatro ho impersonato un "personnage virtuel" senza capire assolutamente che "virtuel" stava per "presente in un libro" (come se fosse ovvio) e anche se ho detto che venivo dallo spazio è andata bene.
A proposito di teatro, devo fare una lista di "punti forti" da dare al regista per lo spettacolo di fine anno in modo che possa assegnarmi un ruolo affine. Che cazzo scrivo?
Visto che coi francesi non è andata bene a livello sociale, mi sono rivolto agli italiani che paiono numerosi e clamorosamente ricchioni (tra l'altro tutti sembrano conoscere tutti, da Genova a Milano a Parigi fino a Londra).
Spezzo una lancia in favore dei francesi del corso di teatro, che non sono degli zombie come quelli all'università.
Università. Eh. Forse siamo ad una svolta positiva, ma aspetto di finire la settimana per cantar vittoria.
Fine settimana con impegni: è la prima volta che ho qualcosa da fare il venerdìsabatodomenicatuttoinsieme (sta a vedere che va a culo tutto).
Questo mese ospito un amico di mio fratello che sta facendo l'Interrail, poi Xil e Canu, e infine Alec. Ghgh.
Ho tanta voglia di cantare.
Potrei metterlo tra i punti forti per lo spettacolo, il canto?
Mh, potrei.
La notte non dormo molto comunque.
Ma secondo me si era capito
Ve l'ho detto che fa freddo?
Su Facebook e Twitter è pieno di gente che dice che fa freddo, quindi è senz'altro vero.
Ah, un consiglio: guardate la serie tv Sherlock della BBC, è geniale.
Bom. Basta.
Ah.
Desi, non abbatterti.
Gnao.
Però è vero che qui è un po' un mortorio.
Fa un freddo cane.
Oggi al corso di teatro ho impersonato un "personnage virtuel" senza capire assolutamente che "virtuel" stava per "presente in un libro" (come se fosse ovvio) e anche se ho detto che venivo dallo spazio è andata bene.
A proposito di teatro, devo fare una lista di "punti forti" da dare al regista per lo spettacolo di fine anno in modo che possa assegnarmi un ruolo affine. Che cazzo scrivo?
Visto che coi francesi non è andata bene a livello sociale, mi sono rivolto agli italiani che paiono numerosi e clamorosamente ricchioni (tra l'altro tutti sembrano conoscere tutti, da Genova a Milano a Parigi fino a Londra).
Spezzo una lancia in favore dei francesi del corso di teatro, che non sono degli zombie come quelli all'università.
Università. Eh. Forse siamo ad una svolta positiva, ma aspetto di finire la settimana per cantar vittoria.
Fine settimana con impegni: è la prima volta che ho qualcosa da fare il venerdìsabatodomenicatuttoinsieme (sta a vedere che va a culo tutto).
Questo mese ospito un amico di mio fratello che sta facendo l'Interrail, poi Xil e Canu, e infine Alec. Ghgh.
Ho tanta voglia di cantare.
Potrei metterlo tra i punti forti per lo spettacolo, il canto?
Mh, potrei.
La notte non dormo molto comunque.
Ma secondo me si era capito
Ve l'ho detto che fa freddo?
Su Facebook e Twitter è pieno di gente che dice che fa freddo, quindi è senz'altro vero.
Ah, un consiglio: guardate la serie tv Sherlock della BBC, è geniale.
Bom. Basta.
Ah.
Desi, non abbatterti.
Gnao.
sabato 28 gennaio 2012
giovedì 19 gennaio 2012
lunedì 9 gennaio 2012
Quando pensi di aver toccato il fondo..
..Ricordati che si può ancora scavare.
Mi scuso umilmente con tutti gli intellefanti per il mio silenzio dell'ultimo periodo, ma vedo che è un andazzo abbastanza generale.
Come molti di voi sanno, e come altri di voi sicuramente avranno evinto, non è un gran bel periodo per quanto mi riguarda, ma anche in questo caso mi verrebbe da dire: l'andazzo sembra abbastanza generale.
Ho perso la strada, se mai io l'abbia mai realmente intrapresa, e non riesco ad orientarmi.
Le vacanze appena trascorse sono state alquanto destabilizzanti e, diciamo così, intense. Purtroppo non ho trovato le risposte che cercavo, ma forse perché quelle risposte non vanno cercate a casa.
Questo, comunque, non vuol dire che non siano servite.
Ho sempre saputo di essere una persona non dico debole, ma quanto meno fragile. Essere fragili vuol dire anche commettere errori, e io ne ho commessi tanti ultimamente.
E' brutto veder svanire in una settimana i buoni propositi che, mio malgrado, mi ero prefissato nel 2012.
Una settimana e puff, tutto uguale a prima. No, anzi, peggio. Molto peggio.
Pensavo di aver finito di scavare, speravo che ora sarebbe stato il momento di risalire. Aspettavo lo slancio, ma quello è da una vita che lo aspetto e temo che non arriverà mai. E quindi scavo, scavo, quasi a farlo apposta. Voglio scavare fino in fondo in modo da poterlo toccare, questo cazzo di fondo. Ci voglio sguazzare dentro, farmi del male, forgiarmi.
E poi risalire. Lentamente risalire verso tutto ciò che di buono ho intorno, e ritornare a dare agli altri tutto ciò che di buono ho da offrire.
E' così bello a dirsi. E' quasi rassicurante: Si scende, ma tanto poi si risale, non preoccuparti.
Cazzata.
E' orribile. Nessuno ti racconta com'è, la discesa verso il fondo. Non ti rende più forte, al contrario: ti mette totalmente a nudo. Ci sei tu, e ci sei tu. Parli solo con te stesso, molte volte in lingue diverse, e pertanto non riesci a capire niente.
E cosa più spaventosa: non sai se riuscirai a risalire.
Non puoi averne la certezza. Non puoi perché il fondo è buio, e più scavi e più il buio si fa più nero e fitto. Non vedi più niente, se non te stesso e tutte le tue stramaledette insicurezze che ti porti dietro da quando hai 11 anni.
Non vali niente.
Non sei nessuno.
Non troverai mai la strada giusta da percorrere.
Non hai futuro.
Non meriti di stare qui, ma non hai nemmeno le palle di tirarti indietro. Non lo fai perché ti fa quasi comodo che altri prendano le decisioni per te. Tu cos'hai da offrire? Niente. Non vali niente.
E quindi scendo e scavo, scavo e scendo, anche se vorrei tanto cominciare a risalire. Mi scuso con chi mi sono comportato da stronzo, rispondendo male alla sola (e fatidica) domanda "come stai?", perché niente di tutto ciò ha a che fare con loro.
Parlando invece di cose belle...
Grazie a Désir, che mi ha dato l'opportunità di potermi mettere alla prova, cantando per la prima volta con un microfono in mano (qui il video!).
Grazie a Xil, con il quale sono stato trascinato per puro caso e contro ogni previsione ad un corso di meditazione poco prima della follia capodannesca.
Grazie a George, che considero sempre di più un fratello.
E naturalmente, grazie a te, che dopo un anno passato insieme, riesci ad amarmi ancora e più di prima, nonostante tutto. La mia roccia.
Il 2011 è stato una bomba.
Il 2012 si vedrà.
Mi scuso umilmente con tutti gli intellefanti per il mio silenzio dell'ultimo periodo, ma vedo che è un andazzo abbastanza generale.
Come molti di voi sanno, e come altri di voi sicuramente avranno evinto, non è un gran bel periodo per quanto mi riguarda, ma anche in questo caso mi verrebbe da dire: l'andazzo sembra abbastanza generale.
Ho perso la strada, se mai io l'abbia mai realmente intrapresa, e non riesco ad orientarmi.
Le vacanze appena trascorse sono state alquanto destabilizzanti e, diciamo così, intense. Purtroppo non ho trovato le risposte che cercavo, ma forse perché quelle risposte non vanno cercate a casa.
Questo, comunque, non vuol dire che non siano servite.
Ho sempre saputo di essere una persona non dico debole, ma quanto meno fragile. Essere fragili vuol dire anche commettere errori, e io ne ho commessi tanti ultimamente.
E' brutto veder svanire in una settimana i buoni propositi che, mio malgrado, mi ero prefissato nel 2012.
Una settimana e puff, tutto uguale a prima. No, anzi, peggio. Molto peggio.
Pensavo di aver finito di scavare, speravo che ora sarebbe stato il momento di risalire. Aspettavo lo slancio, ma quello è da una vita che lo aspetto e temo che non arriverà mai. E quindi scavo, scavo, quasi a farlo apposta. Voglio scavare fino in fondo in modo da poterlo toccare, questo cazzo di fondo. Ci voglio sguazzare dentro, farmi del male, forgiarmi.
E poi risalire. Lentamente risalire verso tutto ciò che di buono ho intorno, e ritornare a dare agli altri tutto ciò che di buono ho da offrire.
E' così bello a dirsi. E' quasi rassicurante: Si scende, ma tanto poi si risale, non preoccuparti.
Cazzata.
E' orribile. Nessuno ti racconta com'è, la discesa verso il fondo. Non ti rende più forte, al contrario: ti mette totalmente a nudo. Ci sei tu, e ci sei tu. Parli solo con te stesso, molte volte in lingue diverse, e pertanto non riesci a capire niente.
E cosa più spaventosa: non sai se riuscirai a risalire.
Non puoi averne la certezza. Non puoi perché il fondo è buio, e più scavi e più il buio si fa più nero e fitto. Non vedi più niente, se non te stesso e tutte le tue stramaledette insicurezze che ti porti dietro da quando hai 11 anni.
Non vali niente.
Non sei nessuno.
Non troverai mai la strada giusta da percorrere.
Non hai futuro.
Non meriti di stare qui, ma non hai nemmeno le palle di tirarti indietro. Non lo fai perché ti fa quasi comodo che altri prendano le decisioni per te. Tu cos'hai da offrire? Niente. Non vali niente.
E quindi scendo e scavo, scavo e scendo, anche se vorrei tanto cominciare a risalire. Mi scuso con chi mi sono comportato da stronzo, rispondendo male alla sola (e fatidica) domanda "come stai?", perché niente di tutto ciò ha a che fare con loro.
Parlando invece di cose belle...
Grazie a Désir, che mi ha dato l'opportunità di potermi mettere alla prova, cantando per la prima volta con un microfono in mano (qui il video!).
Grazie a Xil, con il quale sono stato trascinato per puro caso e contro ogni previsione ad un corso di meditazione poco prima della follia capodannesca.
Grazie a George, che considero sempre di più un fratello.
E naturalmente, grazie a te, che dopo un anno passato insieme, riesci ad amarmi ancora e più di prima, nonostante tutto. La mia roccia.
Il 2011 è stato una bomba.
Il 2012 si vedrà.
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