questa piccola iniziativa, che mi piace vedere come un incontro con il Tempo, più che con la Storia, si può dire, ormai, anche grazie all'apprezzatissimo contributo di Le Parisien, essere diventata una rubrica fissa. Quest'oggi, a differenza delle altre volte, ci tengo, però, a soffermarmi su un avvenimento solo.
29 Settembre 1944: Primo giorno di quella che rimarrà famosa come "La strage di Marzabotto".
Progetto nato nella mente dei nazisti per la semplice necessità di troncare le gambe alla brigata partigiana Stella Rossa, questo premeditato sterminio della popolazione civile si è consumato in più di una giornata e viene ricordato specialmente per la sua violenza e per l'alto numero di vittime.
Avendo identificato, infatti, la zona di Marzabotto, nella provincia di Bologna, come particolarmente pericolosa a livello di resistenza partigiana, i nazisti, organizzati in quattro reparti tra SS ed esercito, accerchiarono e rastrellarono la vasta zona circostante a Marzabotto. Gli abitanti, terrorizzati, si rinchiusero in chiesa e si affidarono alla preghiera, finchè i nazisti non fecero irruzione, sparando con il mitra al prete e colpendo a morte altri tre anziani.
La popolazione che stazionava in chiesa fu raccolta nel cimitero e, una volta radunati tutti, venne fatto fuoco con le mitragliatrici.
Morirono 195 persone. 50 di loro erano bambini.
Nei giorni seguenti i nazisti non smisero di irrompere in case a casolari di ogni frazione vicina e uccidere, non risparmiando nessuno e proseguendo il massacro fino al 5 ottobre.
770 morti, il cui eccidio venne negato dalle autorità fasciste con il supporto di testate giornalistiche come "Il resto del carlino".
Questo grave crimine, emerse chiaro e inequivocabile, solo dopo la fine della guerra, con la scoperta dei fatti e dei corpi.
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