lunedì 26 settembre 2011

Mutamento sociale... un passetto per volta...

Ascoltando il telegiornale, magari per caso, sfogliando il giornale, o trovandoci anche solo di fronte alle locandine dei giornalai, ieri, abbiamo assistito, chi con maggiore, chi con minore coinvolgimento, a quello che io non esito a definire un grande passo per l'umanità.
Il Re Abdullah Bin Abdul Aziz, in accordo con i suoi consiglieri religiosi, ha dichiarato, a partire dal prossimo giovedì, la messa in vigore della legge che permetterà alle donne saudite di votare alle prossime elezioni (le prime utili nel 2015) e di candidarsi per entrare a far parte della "shura", il consiglio consultivo del monarca, unico organo con parvenze democratiche all'interno dell'assetto politico del paese islamico da sempre famoso come il più conservatore: l'Arabia Saudita, appunto.
Una conquista come questa rappresenta, in realtà, solo l'apice di una serie di battaglie ideologiche che, in Arabia, sono state intraprese dalle donne, ma anche e soprattutto da donne sostenute dai loro stessi uomini e da intellettuali di spicco della comunità.
Per dare un'idea della risonanza della cosa basti pensare che le donne in Arabia sono obbligate alla copertura totale del corpo (ad eccezione solamente degli occhi) e che hanno il divieto di lavorare, viaggiare e guidare, ultimo punto questo, su cui le donne hanno dissentito tramite una manifestazione pacifica e altamente significativa: si sono messe al volante per alcune ore, con accanto un uomo e nel rispetto delle regole dettate sull'abbigliamento.
Già la presenza della collaborazione maschile in questo tipo di protesta è sufficiente a porre nei sorrisi di me lettrice, un po' di speranza, ma l'annuncio del Re, specie perchè supportato dal consiglio religioso, segna sul mio volto sorrisi, speranze, fiducia ed orgoglio.
La visione stereotipica che si ha del rapporto tra uomo e donna islamici è quello oppressivo in cui l'uomo è punitivo e la donna è repressa in modo completo, il fatto che anche gli uomini, in questo caso, non solo non si siano posti come ostacolo, ma abbiano anche collaborato attivamente (ovviamente, non tutti, ma solo una limitata parte), significa che il mutamento sociale, piano piano e a piccoli passi, si sta verificando laddove è importante e necessario, a livello profondo e ideologico, nello stesso rapportarsi alla figura della donna e nel concepirla come umanamente connotata da necessità e diritti.
Non perdiamo, quindi, la speranza in questo mondo così imperfetto, tra le tante disgrazie, tra i tanti errori, tra il tanto disgusto che proviene soprattutto dalle politiche, spesso emerge, a volte anche inosservato, un piccolo cambiamento, un passetto che sembra trascurabile, un elemento che, in realtà, sarà alla radice di nuove concezioni, nuovi modi di pensare e, quindi, di menti plasmate "ex novo".

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