Monterosso, Cinque Terre, perle e ricchezza della Liguria, devastate dall'alluvione che in un solo giorno ha distrutto strade, case, edifici e, purtroppo, famiglie...

Tutti insieme a Monterosso, alcuni di noi Intellefanti, insieme ad amici spensierati, in una giornata di sole, ad indicare ridendo Tedeschi vestiti da scalatori per andare al mare, a mangiare con sorrisi gelato nella piazzetta del paese, a comprare, ingordi, fette di torta monterossina, ad abbracciarsi con "coccoloso amore" vicino alla spiaggia, a camminare su quei passaggi a strapiombo sul mare, affidando alla macchina fotografica scatti d'affetto e acqua cristallina...
Quei negozietti che abbiamo sbirciato, quelle enoteche con variopinte bottiglie di limoncino, quelle vetrine ricolme di conchiglie e colori, li rivedremo domani, già completamente diverse.
Tutto quello che è stato scenografia di una bella giornata, ieri, è stato devastato dall'acqua e, per ora, quel che si vede è solo grigio, disordine e distruzione...
E' un dipinto a tinte forti, quello che vi do, miei cari amici, riferendomi a Monterosso, non per trascurare Borghetto Vara, Brugnato, Vernazza, Corniglia, Beverino, Pignone e tutti i luoghi colpiti dal maltempo, ma solo perchè il nostro vivido ricordo sia l'occasione di farci comprendere quale sia il significato vero di "L'alluvione devasta...", titolo letto spesso in molti giornali, ma probabilmente non vissuto con alto coinvolgimento; coinvolgimento che m'investe violentemente, ora, nel veder scomparsi piccoli luoghi della mia memoria, che in essa sola rimarranno, dato che a Monterosso verranno ripristinati troppo diversi da come li abbiamo vissuti, e solo dopo molto tempo ed enorme sforzo da parte degli abitanti, alcuni dei quali si ritrovano senza nulla...
Niente gas, niente acqua potabile, alcuni morti e un soccorritore, giovane e coraggioso, disperso, diverse persone rimaste senza una casa, oltre che senza tutti i loro beni tra cui macchine, moto, gioielli, documenti, computer, ricordi...
Gli abitanti di Vernazza hanno salutato le loro case, senza sapere come le ritroveranno, l'intero paese evacquato via mare, le Cinque Terre inaccessibili con i mezzi di trasporto...
E' scontato pensare a come possano essere distrutte adesso le vite dei negozianti, per esempio, che con le loro attività hanno perso tutto, eppure solo ora che accade qui accanto a me, mi rendo conto di quanto hanno perso davvero, e prima di loro, di quanto avessero effettivamente perso le vittime di altre sciagure naturali, quali il recente terremoto.
Senza fare inutili, a questo punto, polemiche contro le giunte comunali, tralasciando i banali, veri, discorsi sulla forza incontrastabile della natura, guardo gli occhi di mia madre che vede al telegiornale i luoghi della sua giovinezza immersi nel fango, le porte dei negozi e delle case dei suoi amici abbattute e arrese alla forza della corrente... Non piange, non si lamenta, guarda le immagini aeree, adesso, con attenzione e sussurra piano "Madonna... Madonna..."
Cosa dire, se non, arrivederci a Monterosso, a quando di nuovo si allontanerà dalla mente la consapevolezza della labilità di ogni certezza...
Arrivederci a Vernazza, a quando ogni abitante avrà una nuova vita...
Arrivederci a tutto ciò che è andato distrutto o è annegato nell'acqua...
Solidarietà, grande solidarietà degli Intellefanti, verso tutte le persone che abitano quei luoghi.
Silenzio e rispetto per chi ha perso la vita.
Un'occhiata alle immagini e un attimo di consapevolezza.

:'( cara Desir, non avresti potuto trovare parole migliori per esprimere la portata di tali avvenimenti. Un saluto alla Monterosso dei ricordi.
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