Carissimi,
sono certa che molti di voi oggi, cercando su Google un'informazione qualsiasi, si siano imbattuti in questo comunicato di Wikipedia. Comunicato che, peraltro, trovo particolarmente sensato, pertinente e informativo, e che mette ognuno di noi nella condizione di fare le sue riflessioni personali rispetto alle proposte di legge, al problema intercettazioni e, mi sembra quasi un collegamento diretto, all'operato del nostro governo.
Non mi sono messa davanti alla tastiera con l'intenzione di fare polemica, o anche semplice discussione, in merito alla politica... devo ammettere umilmente che non ne sarei in grado: miei colleghi, scrittori in questo blog, si sono dimostrati più capaci, a riguardo, di me. Quella che nasce spontanea a me, invece, è una considerazione di stampo filosofico e sociologico sul relativismo e sulla soggettività delle opinioni. L'esistenza di differenti punti di vista, tanti quanti le diverse persone presenti in una situazione è nota e innegabile: per quanto due punti di vista possano essere simili, non sono mai perfettamente identiche le sensazioni, le vie di ragionamento per cui si è giunti a determinate, magari anche comuni, conclusioni. Esistono, dunque, l'accordo, l'adesione, ma non la perfetta uguaglianza di molteplici punti di vista. Ogni parere, ogni sentito, si dice, perciò, soggettivo. Per contrario l'oggettivo consiste in tutto ciò la cui ontologia è indiscutibile e indiscussa, uguale per tutti nel suo manifestarsi e nel suo essere percepito e accettato. Ed è proprio quest'uguaglianza di percezione che mette in crisi il concetto stesso di oggettivo, tanto che taluni pensatori sono giunti ad affermare che l'oggettivo potrebbe, effettivamente, non esistere. Dal momento che, fondamentalmente, la vita, almeno quella percettiva, emotiva e sensoriale, si vive personalmente, ognuno per sè, il soggettivo diventa un concetto legittimante dell'azione dell'individuo e, per quanto si ci illuda comunemente che tutti ragionino con il nostro metro (forte tendenza all'etnocentrismo culturale, sia nell'ideale generico, che nel particolare specifico) diventa importante, se non fondamentale, tenere presente le differenze di ognuno nella valutazione e nell'assunzione di posizioni. Il relativismo delle opinioni, diventa non solo un dato da tener presente nella convivenza sociale, ma uno status direi naturale delle cose. Quello che mi chiedo è quanto sia alto il rischio di fare di questo relativismo una gabbia. Dalla nascita della società civile esistono compromesso e oggettivazione (o identificazione dell'oggettivo) come elementi costitutivi di quello che chiamerei un "tentativo" di diplomazia (per esagerare) o semplicemente di convivenza. Avere un organo super partes, un terzo punto di vista, come dice il comunicato di Wikipedia, permette di superare il relativismo, o meglio, di superare i limiti che pone una situazione in cui due punti di vista opposti non consentono a due persone di cedere o mettere in discussioni le proprie intenzioni. Appellarsi al sentito soggettivo pone, nella situazione di cui si discute oggi, il problema di poter definire offensive per sè, dichiarazioni e informazioni, che potrebbero non esserlo, inficiando così la funzione di accrescimento culturale e informativo di un'enciclopedia, come in questo caso, o di un blog, o di un giornale... Relativamente parlando ecco che il testo diventa offensivo per l'uno e non offensivo per l'altro... situazione senza uscita, gabbia dell'evoluzione e dello scambio culturale.
Lo stesso superamento del relativismo, però, costituisce un'altra insidia ideologica "la storia moderna, al pari di quella antica, fornisce numerosi e dolorosi esempi di quanto affermo, e se così non fosse, del resto la storia sarebbe completamente illeggibile" (O. Wilde)... quanti sono, infatti, gli esempi di totalitarismi militari e ideologici, condizionamenti culturali e inasprimenti eccessivi nell'attività di controllo?
Il famoso terzo parere, mediatore e risolutore, può, quindi, diventare un drastico organo di costrizione e coercizione.
In questa prospettiva, in questa doppia trappola che pone, in fondo, il problema ad essere anch'esso relativo, rispetto alle prospettive di ognuno, mi trovo ad aver difficoltà a valutare la cosa, assumendo una vera e propria posizione... tuttavia, spesso, trovo che il relativismo e l'opinione "soggettiva" siano una comoda giustificazione per agire secondo il proprio guadagno e interesse, magari anche escludendo il rispetto altrui.
Fiera esponente della setta delle seghe mentali, strabuzzo gli occhi a vedere quanto in là può portarmi uno stimolo come questo comunicato... Roba da far girare la testa! :)
Ciò nonostante, la vostra opinione m'interessa, e molto: aiutatemi a capire, escludendo ovviamente che tutto sia così assoluto e ai vertici, quale sia la vera prigione...
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