domenica 23 ottobre 2011

La seduzione di ciò che siamo: Mente e poco di più.

Avete mai pensato a quant'è grande il potere della mente? Io ci penso di continuo e non smetto mai di stupirmi... è un fascino, quello della mente umana, che talvolta mi allarma e m'inquieta... Magistralmente lo rappresentò George Orwell in 1984, mettendo in luce soprattutto la sua immensa pervasività nell'imporre nuove realtà, così come, dall'altra parte, la sua grande labilità nel rendersi preda del dubbio e mutare le proprie convinzioni di base, fino a perdersi in una razionalità non più razionale...
Tuttavia ciò che mi meraviglia di più è qualcosa di molto più semplice, qualcosa che la mente umana fa di continuo, o meglio, che alcuni di noi fanno con la propria mente di continuo e che io mi ritrovo a fare senza posa: ciò che mi stupisce davvero è come la mia mente sia in grado di imboccare strade su strade per andare da una riflessione ad un'altra, come incontri un nodo, un bivio e poi un'altra strada ancora, il tutto a costituire un percorso, in cui ogni cosa sembra disomogenea, ma è in realtà riconducibile sempre ad un unico filo conduttore.
E' come un quadro degli impressionisti, il pensiero umano, a guardarlo dall'esterno, che visto da vicino, selezionato in un singolo dettaglio, appare sfocato e confuso, o quantomeno senza particolare senso, ma guardato da lontano delimita un'immagine precisa e perfetta, malgrado manchi la messa a fuoco, che, se vogliamo seguire la metafora, altro non è, che il fatto di non aver pensato noi tali pensieri.
La mente umana... esiste qualcosa di più solitario al mondo?
Per esprimersi essa deve tradursi, collegarsi e attivare altre parti del corpo, quali la bocca o il volto, che con parole e mimica trasmettano ciò che lei sola prova e pondera. Se mettiamo in conto che non tutti hanno l'abilità di compiere una traduzione soddisfacente e valutiamo, altresì, che alcune sensazioni sono, di fatto, incomunicabili... bè, giungiamo a capire che la mente è poi ciò che rende l'uomo solo dall'inizio, fino alla fine della sua vita.
Solo non come "abbandonato", bensì solo come "unico" a vivere in prima persona quel determinato momento, laddove sia pur circondato di altri che, soli, lo vivono.
Eppure la mente, sola, protetta e nascosta dentro il nostro corpo, talvolta celata nei suoi pensieri da una bocca silente, è poi di fatto l'unica a vivere tutto il mondo davvero. Perchè tatto, olfatto, gusto, non sono altro che parti delle sue proprie elaborazioni, laddove mani, naso e bocca non sono altro che veicoli per giungere all'elaborazione stessa.
Basti pensare a quanti sono gli stimoli presenti in natura, se anche solo buttiamo l'occhietto fuori dalla finestra, se anche solo richiamiamo alla memoria una situazione tipica del quotidiano... Memoria, quale altro seducente segreto della mente: serbatoio enorme di situazioni, stimoli, suoni, immagini, odori, vite, per cui quell'occhiata fuori dalla finestra, si sovrappone al ricordo di tutte le occhiate della nostra vita, archiviandosi nel magazzino delle esperienze, che ha nome Memoria e che permette di far vivere alla mente l'eterno presente di passate emozioni, gioie, dolori, soddisfazioni o fallimenti...
Pensando a tutto ciò, a come la mente sia sovraccaricata nel suo interno silenzio colmo, invece, di voci, a quanto velocemente, da un singolo elemento, possa imboccare labirintiche valutazioni che, talvolta, giungono ancora ad altre esperienze ed altri pensieri, a come essa sia, effettivamente, di continuo portata ad incontrare elementi che stimolino tali minoiche costruzioni, possiamo, infine, giungere alla consapevolezza che è la nostra mente che vive e vive tutto, il passato, il presente e il futuro, con un'intensità devastante: non dev'essere, quindi, molto difficile giungere a capire che si tratta di un'esperienza, talvolta, soffocante ed invasiva, ragion per cui la nostra mente, e quella altrui con essa, è colma di difese, muri, ripostigli e trincee, dove poter archiviare il dolore e permettere all'io di rifugiarsi, per non vivere ciò che si presenta come troppo devastante.
Esternamente, queste difese, assumono le sembianze più singolari e, spesso, incomprensibili a chi le osserva; si traducono in atteggiamenti con cui diventa difficile relazionarsi...
Tutto ciò perchè la mente è un affascinante luogo che si plasma e plasma il suo involucro, il corpo, a seconda di come agisce il suo unico e solitario abitante: L'io.

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