lunedì 17 ottobre 2011

15 Ottobre: a scuola di Idealismo dai Negramaro

A scuola di idealismo dai Negramaro che, al Mediolanum Forum di Assago (Milano), fanno il tutto esaurito e riempiono ogni metro quadro di fan trepidanti in attesa delle loro romantiche melodie, colonne sonore di film, di momenti dolci e spensierati, per alcuni, perchè no, in fin dei conti, rime superficiali forse: semplici, belle, canzonette d'amore... Negramaro che non si limitano a soddisfare le orecchio con melodie sapientemente ri-arrangiate, perfette alternanze di momenti sostenuti e posati, vocali espressioni di dolcezza, potenza e sogno; Negramaro che non si accontentano di riempire gli occhi di luci, immagini, colori e scenografiche apparizioni di monitor; Negramaro che, invece, si fermano e parlano al pubblico dell'Italia, del quotidiano, di ciò che è appena accaduto. Richiamo alla pace nel ricordare i giovani che, al contrario di pochi altri, hanno manifestato pacificamente, rammentando che è questo che si deve fare... Negramaro che ricordano che in Italia , abbiamo ancora l'occasione d'essere giovani con grandi ideali, non poi così lontani da quelli che avevano i grandi pensatori italiani, la cui passione per le proprie idee e per la loro realizzazione è custodita dalla storia; Negramaro che si fanno aiutare da nomi, da frasi, da pensieri e da grandi ospiti, a cogliere l'occasione di passare a tanta gente (radunatasi solo per divertimento in un unico luogo) una lezione importante...


Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che abbatte su tutti, avviene perchè la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perchè non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto del uale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch'io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perchè mi da fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loto del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nella coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

11 Febbraio 1917, Antonio Gramsci

Pierfrancesco Favino legge Gramsci.

Le sue parole valgono ancora oggi. E' come per “Meraviglioso” di Modugno. La cantiamo ancora qui, oggi, a squarciagola”

La speranza di cui parlate è una trappola, una brutta parola, non si deve usare. La speranza è una trappola inventata dai padroni. La speranza è quella di quelli che ti dicono che Dio... state buoni, state zitti, pregate che avrete il vostro riscatto, la vostra ricompensa nell'aldilà. Intanto, perciò, adesso, state buoni: ci sarà un aldilà. Così dice questo: state buoni, tornate a casa. Sì siete dei precari, ma tanto fra 2 o 3 mesi vi riassumiamo ancora, vi daremo il posto. State buoni, andate a casa e... stanno tutti buoni. Mai avere speranza! La speranza è una trappola, una cosa infame inventata da chi comanda.”

Mario Monicelli

Un altro grande ideale, forse, il principale di ognuno: l'Amore.
Omaggio ai poeti: la parola ad Alda Merini; la voce di Serena Dandini.

Albatros

Io ero un uccello

di bianco ventre gentile,

qualcuno mi ha tagliato la gola

per riderci sopra,

non so.

Io ero un albatro grande

e volteggiavo sui mari.

Qualcuno ha fermato il mio viaggio,

senza nessuna carità di suono.

Ma anche distesa per terra

io canto ora per te

le mie canzoni d'amore.

"Irraggiungibile
lo era prima di quel passo
che dicevano avrebbe mosso
il mondo verso un altro mondo
e invece figlio mio
non è cambiato proprio niente
anzi ci han rubato il sogno
di una luna oggi diffidente
che ormai è solo falsa
e per nulla
irraggiungibile

E adesso figlio mio
che non è cambiato niente
adesso figlio mio
che anche la luna è diventata diffidente
e ci guarda con sospetto
e resta
irraggiungibile"

Apollo 11, Negramaro
(Dall'Album "Casa 69")

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