giovedì 3 novembre 2011

Dov'è l'Italia?

Viaggiare ti mette in contatto con microcosmi e macrocosmi che mi fanno capire che il mondo è grande, ma anche tanto piccolo.

_Sul treno per Milano, nel mio scompartimento c'era una signora di La Spezia che stava andando a trovare il figlio trentenne in Norvegia,dove lavora, è sposato e da tre mesi è padre di due gemelli. Questa signora, tra l'altro, conosceva il volontario Sandro Usai, vittima dell'alluvione ed eroe di Monterosso.
_Arrivato a Parigi, mentre aspettavo il bus per tornare a casa dall'aeroporto, ho intrattenuto una non troppo piacevole conversazione con un gruppo di turisti nordeuropei un po' strafottenti (forse norvegesi, forse danesi, forse olandesi, non so).

- Da dove vieni?
- Italia
- Italia? Dov'è?
- Intendi dire da che città? Genova.

Parlavamo inglese, perciò pensavo avesse sbagliato lui nel chiedermi di dove fossi, mentre invece...

- No, non conosco l'Italia, dov'è?

Questi ubriaconi trentenni non conoscono l'Italia? Possibile? O forse volevano farsi due risate con il pizzaemandolino?
Non gli ho detto dov'è l'Italia, perché tutti sanno dov'è: è quello stivale al centro del planisfero. Gli ho risposto semplicemente così:

- E' un paese bellissimo.

(Malgrado le tragedie annunciate, le situazioni disastrose di spreco di denaro, la corruzione e la criminalità, eccetera eccetera eccetera eccetera eccetera eccetera eccetera. Sigh.)

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