sabato 8 ottobre 2011

Scegliere e cambiare

Un mio giovane amico, poco tempo fa, mi ha fatto riflettere e mi ha dato una grande lezione con una breve, semplice frase: "il segreto è lasciar andare... lasciarsi andare".
Può sembrare un nostalgico invito ad essere pronti ad abbandonare a nostra volta ciò che decide di lasciarci, senza rimanere morbosamente attaccati anche solo all'idea della sua presenza; ma credo che in questa frase ci sia molto di più. Credo che in essa sia contenuto un intero momento della vita.
Nonostante io sia sempre stata capace di riflettere con coerenza, con longimiranza, con ragione e cuore su tutti i singoli momenti della mia vita, mi sono effettivamente resa conto di aver guardato al mio piccolo mondo, con leggerezza, dando per scontato che quello che vivevo fosse uno stato di cose immutabile.
Che la vita sia fatta di cambiamenti, l'ho sempre saputo, ma solo ora mi rendo conto che i "cambiamenti tradizionali", pur facendo parte del gioco, non valgono la vittoria di comprendere quale sia il momento del cambiamento vero.
Nasciamo in un posto qualsiasi, grande città o provincia, ed impariamo a conoscere ogni singola pietra che compone i marciapiedi che ci sono familiari e quotidiani, andiamo alla scuola dell'infanzia, passiamo alle elementari, alle medie, alle superiori e, alcuni di noi, persino all'Università, nel medesimo luogo, credendo di aver affrontato, per ogni gradino, un grande cambiamento. Eppure ognuna di quelle classi è stata un nido, un porto sicuro in cui sapere di doversi trovare per la maggior parte dei giorni del nostro anno. Quella vita scandita da un percorso obbligato e, perciò, segnato, condita di passatempi, passioni che maturano, interessi che nascono e si radicano in noi, che per alcuni può essere pressante e per altri può rappresentare una sicurezza, è comunque un momento sospeso in cui essere sè stessi significa disegnarsi entro certi limiti, o meglio, prendersi il tempo di tracciare i contorni, nell'attesa che giunga il momento di dare il colore.
In questa prospettiva, credo che il cambiamento (che giunga dopo le superiori o negli anni degli studi universitari) coincida e consista nella scelta. Non si cambia sè stessi, al massimo si assumono nuovi colori, ma si cambia la propria vita decidendo su quali vie allungare il passo.
Alcuni sociologi moderni sostengono che il problema dei giovani, il piccolo grande panico dei ragazzi moderni, è quello di avere una tale libertà di scelta, da non sapere effettivamente cosa scegliere, tanto da imboccare percorsi a caso fino a svegliarsi, un giorno, insoddisfatti. Bowman addirittura parla di un "mondo liquido" in cui è facile allargarsi fino a raggiungere confini vastissimi, ma sentendosi dilatati e inconsistenti.
E' pur vero che ognuno è diverso ed ha un diverso modo di affrontare la scelta e il cambiamento: c'è chi con coraggio insegue i propri sogni partendo, chi rimanendo, e chi rimane attaccato al suo nido-rifugio sicuro... ma sicuramente la cosa che più mi colpisce è che ognuno di noi vive il momento del mutamento, l'istante in cui decidere chi essere e dove, mentre anche altri lo vivono ed è attore e vittima delle decisioni degli altri.
Proprio in questo consiste il vero cambiamento. In un attimo le scelte delle persone che ci circondano, combinate con le nostre, creano uno scenario completamente diverso in cui adattare le nostre vite. Così ci si congeda da vecchi amici, magari solo fisicamente e non emotivamente, ci si prepara ad esperienze mai vissute, da fare magari con amici e in luoghi diversi, nuovi, si ci ritrova a salutare amici che, con obiettivi differenti dai tuoi, s'incamminano su nuove strade, lasciando te ai luoghi che ti sono familiari.
E' come un giro sulle montagne russe, un veloce smottamento di quanto conoscevamo, ma la disarmante verità, che mi si rivela adesso così semplicemente di fronte agli occhi e a cui, prima, non avevo mai pensato è che si tratta di un momento naturale e irrinunciabile della vita.
Le scelte e i cambiamenti mi fanno paura, lo ammetto, eppure mi dico che ciò non è deprecabile, come non lo è il modo d'alcuni di passare da una scelta ad un'altra senza soffrire l'intensità di questo passaggio...
Come in tante cose, anche in questo, consiste la varietà e la bellezza d'essere umani...

2 commenti:

  1. la tua disillusa saggezza mi disarma e mi affascina terribilmente :)

    RispondiElimina
  2. Concordo pienamente con Almayer :)
    A volte i cambiamenti si subiscono, altre volte si scelgono... Credo di poter dire che è dura in entrambi i casi. "Serve per crescere" è quello che mi ripeto spesso.
    Vous me manquez beaucoup :')

    RispondiElimina