sabato 15 ottobre 2011

This must be the place

Attimi di vita. La noia. La semplicità nell'essere vivi. La complessità nel doverlo dimostrere. I volti umani. L'affetto. L'amore per quotidianità. Il ritorno alle radici. Il rifugio in se stessi.

Sono uscita dal cinema e la prima cosa che ho fatto è stato cercare di descrivere con una frase più o meno complessa quello che avevo appena visto. Ho ragionato molto, ho tentato di raggruppare gli aspetti più positivi del film, ho cercato una trama...ma nulla di fatto, niente di più che il silenzio delle mie parole.
"This must be the place". Non è la storia di un uomo, è la storia di tutti gli uomini in un unico personaggio. Sono gli stralci della vita di ognuno di noi che si stagliano sulla pellicola con una semplicità disarmante. Ed è proprio questo che colpisce: il tentativo di far emergere la semplicità che sta sotto ad ogni cosa. Nessuna ostinazione nel descrivere qualcosa di ricercato, nessuna necessità di stupire con l'intrigo, nessua sbavatura studiata apposta perchè colpisca.
La chiarezza invece. Anche l'aspetto più fuori dal comune emerge con una tale purezza che quello che di solito avremmo ritenuto essere qualcosa di anormale, ora diventa parte della quotidianità, degli attimi.
Da un certo punto di vista tutta questa semplicità può dare spavento; pensare che tutte le strane congetture che costantemente creiamo siano soltanto castelli in aria destinati a dissolversi è piuttosto agghiacciante. Credo però che sia la consapevolezza che tutto in fondo è dannatamente semplice a salvarci.
Non sono riuscita tuttora a chiarire con me stessa ciò che il film mi ha lasciato, ma forse questa necessità di dover catalogare tutto è soltanto un'ulteriore complicazione di qualcosa che è così, di per se, senza fronzoli o spiegazioni, puro.

1 commento:

  1. Semplicità... semplicemente un film che racconta una storia. Una storia che non racconta niente di nuovo, ma che lo fa con nuova chiarezza. Un film che lascia, non si sa come... ma si sente come.
    Amica Almayer, davvero hai colto perfettamente quello che credo si colga da "This Must be The Place"...

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